Conosciamo un avversario storico: la Triestina

Conosciamo un avversario storico: la Triestina

Sarà lo Stadio Nereo Rocco di Trieste, nel posticipo di lunedì 5 novembre alle 20.30, il teatro del primo incontro della storia fra Triestina e Giana Erminio, nella gara valida per la 10ª giornata di campionato.

1918-2018: 100 anni di storia rossoalabardata

L’Unione Sportiva Triestina Calcio nasce il 18 dicembre 1918 dalla fusione delle squadre Trieste Football Club e Circolo Sportivo Trieste, a distanza di poco più di un mese dalla fine della prima guerra mondiale che assegnò la città e il suo territorio all’Italia. La sua genesi avvenne nello storico caffè Battisti sito in viale XX settembre 32 e venne ratificata il successivo 2 febbraio 1919. Partecipò fin da subito al campionato calcistico della Venezia Giulia, scalando ben presto le categorie del calcio italiano: nel 1921 il primo campionato nazionale di Terza Divisione, mentre nel 1924 venne promossa in Seconda. Pur non avendovi diritto, per completare l’organico nel 1929 viene ammessa alla nuova serie A, categoria dove rimase ininterrottamente fino al 1957, l’anno della prima retrocessione della società rossoalabardata. Se il secondo posto nel campionato 1947/48 (con Nereo Rocco alla guida della squadra) alle spalle del Grande Torino rimane la posizione in classifica più ragguardevole mai raggiunta dalla compagine alabardata nel campionato di serie A, il 1938 rimane l’anno in cui più si avvicina al titolo nazionale, scudetto solo sfiorato e terzo posto finale. La dimostrazione della qualità della rosa di quegli anni della Triestina è data dalla quantità di giocatori prestati alla Nazionale, fra i quali Gino Colaussi e Pietro Pasinati. Nel 1957 la prima retrocessione in serie B alla quale fece seguito un immediato ritorno in A l’anno successivo. Il campionato 1958/59 segnò il canto del cigno della Triestina nella massima serie, con la sua ultima apparizione in A della storia. Da quell’anno in poi seguì un lento periodo di declino nelle serie minori fino a toccare il punto più basso con la serie D nei primi anni ’70. Il ritorno in serie B è datato 1983, a cui hanno fatto seguito una serie di tentativi infruttuosi di promozione in serie A negli anni immediatamente successivi. Nel 1994 il primo fallimento societario e la successiva ripartenza dalla serie D, fino alla doppia promozione attraverso i play-off dalla serie C2 alla B fra il 2001 e il 2002. I successivi nove anni consecutivi di serie B costituiscono il punto più alto della recente storia alabardata conclusasi amaramente con il secondo fallimento del 2012. Gli ultimi quattro anni, invece, rappresentano il periodo più buio e amaro della storia della Triestina, fra ripartenza dall’Eccellenza a salvezza all’ultima giornata in serie D, fino alla scomparsa del marchio dalle maglie. Dall’aprile 2016 l’inizio di un nuovo percorso, con l’acquisto della società da parte dell’imprenditore italo-australiano Mario Biasin, insieme al cugino Mauro Milanese, ex giocatore di Torino, Parma, Napoli e Inter: nella stagione 2016/17 raggiunge il 2° posto nel campionato Serie D, vince i playoff con la Virtus Verona e viene ripescata il Serie C, dove nel campionato scorso termina all’11° posto nel girone B.

Il percorso della Triestina nella stagione 2018/19

Dopo aver perso ai rigori contro il Pisa nel 1° turno eliminatorio della Coppa Italia maggiore, il 24 ottobre scorso la Triestina ha salutato anche la Coppa Italia Serie C dopo essere stata sconfitta ai rigori dal L.R. Vicenza. In campionato attualmente occupa la quarta posizione nella classifica del girone B, con 14 punti frutto di 4 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, per un totale di 13 gol segnati e 7 subiti. Il rendimento in casa ha fatto guadagnare 10 dei 14 punti totali: al Nereo Rocco i rossoalabardati non hanno ancora visto una sconfitta, mettendo a segno il pareggio 1-1 con la Ternana tre vittorie con Virtus Verona, Ravenna e Vis Pesaro, mentre la prima vittoria esterna l’hanno conquistata domenica scorsa sul campo del Renate.

La squadra è guidata dall’allenatore veneto Massimo Pavanel, l’anno scorso tecnico dell’Arezzo, ma già giocatore e capitano della Triestina negli anni 90’ e sulla panchina delle giovanili e in Prima Squadra nella stagione 2011/2012 come vice di Giancesare Discepoli e Giuseppe Galderisi. Di grande qualità il mercato estivo dei rossoalabardati, che hanno puntellato la squadra con innesti importanti e in settimana hanno rinnovato sino al 2021 il contratto on la talentuosa ala sinistra Davis Mensah, autore del primo dei tre gol con i quali la Triestina ha battuto il Renate nell’ultima giornata. Altro innesto importante è stato la punta centrale Pablo Granoche, acquistato dallo Spezia e, con le tre reti messe a segno sinora, capocannoniere della squadra; fra gli altri elementi di peso della rosa da segnalare anche il difensore centrale Alessandro Malomo prelevato dal Venezia, il terzino destro Giovanni Formiconi dal Pordenone, i centrocampisti centrali Marco Beccaro dal Mestre e Federico Maracchi dal Trapani.

 

Foto: U.S. Triestina Calcio

 

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